Paese legale e Paese reale
Spesso, troppo spesso, la politica rappresenta nella società il Paese legale, quello lontano dalle esigenze dei lavoratori e dai problemi quotidiani della gente; ma, altrettanto spesso il sindacato, invece, cerca di rappresentare sempre di più il Paese reale, quello dei lavoratori e della gente, interpretando le esigenze di quei lavoratori e cercando di dare risposte ai problemi di quella gente.
La oramai imminente scadenza elettorale di fine marzo ci fornisce l’opportunità, forse unica nella storia dell’Italia del dopoguerra, di riuscire a far prevalere il Paese reale su quello legale.
I segnali ci sono tutti con la scesa in campo del segretario generale della Ugl, Renata Polverini, che porta direttamente nella politica le aspettative del mondo del lavoro e, perché no, anche di quello della produzione.
Inoltre, recentemente è stato nominato Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione e innovazione il Senatore Andrea Augello, già dipendente dell’Unicredit e dirigente nazionale della nostra federazione.
Sono, questi, precisi segnali di una certa inversione di tendenza nel gestire la cosa pubblica e gli interessi legittimi dei cittadini, e se tutto andrà per il giusto verso, finalmente al Lavoro, quello con la L maiuscola, verrà riconosciuta la sua centralità nella vita e nel futuro della Comunità nazionale.
Proprio grazie al ruolo del sindacato, nell’attuale contesto politico, vediamo donne ed uomini della Unione Generale del Lavoro, quindi del Paese reale, impegnati a portare nelle istituzioni, ossia nel Paese legale, le istanze di chi è fuori dal Palazzo.
Se continueremo a qualificare l’azione sindacale come vera alternativa sociale all’egoismo del grande capitale e all’arroganza dei poteri forti, allora inizierà a marciare dal “fronte del lavoro” una autentica rivoluzione di popolo dove speculazioni e sfruttamento non troveranno più posto.
E sarà certamente un mondo migliore.
Roma, marzo 2010 Fabio Verelli