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  16/09/2010 -
Roma 16 e 17 settembre 2010 - Presso i locali della Federazione riunione del Consiglio Nazionale.
 
 
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ARTICOLO

La tutela dei livelli occupazionali, utilizzando strumenti a basso impatto sociale

L’accordo dello scorso 16 dicembre in tema di mercato del lavoro e occupazione, siglato in ABI, rappresenta un segnale di garanzia per un adeguato ammortizzatore sociale a quei dipendenti di aziende di credito in difficoltà che, troppo giovani per essere collocati nel fondo esuberi, trovano in questa intesa due anni di copertura economica che permetterà loro un po’ di respiro per ricollocarsi nel mercato del lavoro, facendo nel frattempo la prevista formazione professionale.
L’iniziativa, che potrebbe interessare oltre un migliaio di giovani impiegati, è rivolta ad attutire la potenziale perdita di posti in quelle realtà che non appartengono a gruppi bancarie che sono state più colpite dalla crisi.
E’ evidente che l’accordo con l’ABI andrà a rilanciare il ruolo che il fondo ha avuto nel nostro settore, ossia accompagnare alla pensione in modo volontario i lavoratori a cui mancano massimo cinque anni e, nel contempo, garantire quelli più giovani.
Tutto ciò non ha un costo sociale, essendo questo nostro ammortizzatore finanziato dal settore, ma permette di affrontare con relativa tranquillità momenti congiunturali negativi e ristrutturazioni aziendali che provocano eccedenze di personale da gestire senza penalizzare i lavoratori coinvolti.
Con la nuova parte cosiddetta emergenziale del fondo diamo allo stesso una completezza strutturale unica nel mondo del lavoro, in grado anche di favorire l’assunzione incentivata, principalmente nel comparto, per quelle aziende che richiameranno in servizio i lavoratori protetti dal fondo nel corso dei due anni, usufruendo di sgravi che rendono appetibile l’assunzione.
Quindi, il nostro strumento di solidarietà si compone, adesso, di tre parti: una ordinaria, appunto una sorta di cassa integrazione più ricca essendo di circa l’80% della retribuzione; una straordinaria che accompagna alla pensione; una emergenziale che copre tutte le altre situazioni, compresa la formazione professionale.
Il sindacato ha inteso, nell’interesse della categoria, potenziare il fondo di solidarietà che fornisce all’intero settore una valida protezione occupazionale che, ribadiamo, non grava sulla collettività, condizione importante in momenti di crisi economica e reputazionale.
Altri aspetti che affronteremo ai primi del 2010 con le controparti sono quelli della remunerazione dei manager che riteniamo debba basarsi su criteri più sostenibili ed equi, seguendo i principi ispiratori della Banca d’Italia, ma coinvolgendo negli incentivi tutto il personale con un progetto di lungo tempo e, soprattutto, equilibrato.
Infine, attenzione dobbiamo prestare alla proposta Ichino sulla partecipazione agli utili dei dipendenti ed il loro coinvolgimento nella governance aziendale, che chiediamo venga concordata con le organizzazioni sindacali; è, però, soltanto un primo importante tassello verso la realizzazione della Cogestione, nostro storico presupposto ideale per una nuova democrazia sociale e partecipativa.

Fabio Verelli

   
   

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